La Tenda


“Va a riferire al mio servo David:

così dice Javhè:

tu non mi edificherai la casa dove dimorare!

Io infatti non ho abitato in nessuna casa da quando

ho liberato Israele fino ad oggi, ma mi sono aggirato

di tenda in tenda e di dimora in dimora.

Durante tutte le mie peregrinazioni

attraverso l’intero Israele,

ho forse detto a qualcuno dei Giudici di Israele,

cui avevo ordinato di pascere il mio popolo,

una sola parola di questo genere:

– Perché non mi avete edificato una casa di cedro?“

1 Cron. 17, 4-6

 

E non vidi in essa alcun santuario;

poiché il Signore Iddio dominatore universale è il suo santuario.                  

Apoc. 21, 22

 



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L’immagine rappresenta l’icona dei 19 martiri d’Algeria. In basso, a destra, Mohamed, l’autista “amico al suo fianco” di mons. Claverie. La moschea davanti a lui esprime la ferma volontà di associare alla Beatificazione tutti i martiri della crisi algerina.

 

 

Lettera introduttiva

Care amiche e cari amici, abbiamo tempi preziosi nella chiesa romana con:

– la lettera dei vescovi del Lazio per il giorno di Pentecoste in cui siamo stati richiamati a sviluppare come comunità, con spirito di discernimento, una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione… una lotta condivisa alla povertà e non lotta ai poveri;

– la lettera del Vicario generale per la Diocesi di Roma De Donatis ai parroci.

Due tappe preziose per l’intera diocesi.

Leggendo la lettera del Vicario ai parroci e sacerdoti romani dell’11 luglio 2019, abbiamo avuto una piacevole sorpresa: parole chiare nella direzione di un intero popolo in cammino, un popolo chiamato ad essere corresponsabile nelle sfide da affrontare. Di fronte ad una situazione politica in cui sempre più personaggi vorrebbero una delega in bianco, la lettera di De Donatis – e immaginiamo dei suoi ausiliari – ha un respiro e un coinvolgimento evangelici, capaci di impegnare l’intera comunità.

Occorre superare sterili contrapposizioni, è necessario un impegno nuovo ad ascoltarsi, a cogliere i vari mondi, culture, fedi che attraversano le nostre vite… solo la partecipazione attiva di tante persone diverse permette di “sfamare tanta gente”. Viviamo in una società di individui sempre più isolati sul proprio smartphone, con sempre più persone che lavorano da casa senza più condividere spazi, tempi, pensieri con i compagni di lavoro…

Compito di ogni cristiano è quello di far emergere il potenziale di ciascuno nei luoghi più disparati e la comunità tutta deve contribuire in maniera decisiva a far interagire tante realtà, ponendo al centro gli ultimi. Dobbiamo aiutarci in un servizio reciproco ad ascoltarci, ad affrontare insieme i veri problemi dell’esistenza, per arrivare a vivere una liturgia domenicale capace di essere toccata dal quotidiano, dalle gioie e dalle speranze, dalle tristezze e dalle angosce delle donne e degli uomini d’oggi. Tale liturgia può ridiventare “fonte e culmine” di una vita rinnovata.

Ognuno di noi si trova ad affrontare un nuovo inizio, nuove e gigantesche sfide.

Alcuni nella società diffondono paure e disprezzo e proprio questo rende il nostro tempo ancora più difficile, ma è invece un tempo prezioso, perché ci è offerta l’opportunità di scavare a fondo con il Signore nella vigna di questa nostra umanità.

Siamo chiamati a contribuire, con umiltà e intelligenza, ad un discernimento comunitario per riaccendere segni concreti di Ascolto, Speranza, Condivisione, Accoglienza …

Ma cari amici abbiamo una buona notizia, non siamo soli, l’esempio che il piccolo fratello Ventura condivide dall’Algeria è un fuoco, e di custodi del fuoco parla la lettera del Vicario,  che può dare forza e speranza al nostro cammino, c’è certamente anche il martiro, però, l’ultima parola non è della morte ma dell’amore.

Ci racconta Ventura: Scriveva il vescovo Claverie un mese prima di essere assassinato:  «la Chiesa adempie la sua vocazione e la sua missione quando è presente nelle fratture dell’umanità… In Algeria siamo su una delle linee sismiche che attraversano il mondo: Islam/occidente, Nord/Sud, ricchi/poveri, ecc.… Qui siamo proprio al nostro posto… La chiesa si sbaglia e inganna il mondo quando si pone come una potenza tra le potenze…. Potrà anche brillare, ma non brucerà del fuoco dell’amore di Dio, “forte come la morte” (Ct.8,6). Dare la propria vita… Una passione di cui Gesù ci ha dato il gusto e ha tracciato il cammino: “Non c’è amore più grande che dare la vita per coloro che si amano”».

Con queste parole vogliamo salutarvi e ricordare a tutti che La Tenda vuole continuare ad essere luogo di confronto e ricerca con tutti, in particolare con gli ultimi.

Sommario della  50° lettera:

  1. Lettera ai parroci e sacerdoti della diocesi di Roma del Vicario generale Angelo De Donatis
  2. Lettera ai fedeli delle diocesi laziali della Conferenza episcopale del Lazio
  3. Perché amo la Chiesa d’Algeria di Ventura dal Bollettino semestrale dei Piccoli Fratelli di Gesù

 

 

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