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Vi invitiamo al convegno:

MIGRANTI E MIGRAZIONI: CAUSE, OPPORTUNITÀ, SPERANZE

a Roma,  il 18 maggio 2019, dalle 9,00 alle 16.30 presso

“Il Polo ex fienile” , Largo F. Mengaroni 29 (Tor Bella Monaca)

 interverranno: 

– Giorgio Marcello ricercatore presso l’università della Calabria

– don Gianni de Robertis direttore della fondazione “Migrantes”

– ascolteremo poi le testimonianze di alcuni migranti

(Il pranzo condiviso sarà offerto dal gruppo de “La Tenda”)



 

 

 

 

 

 

 

Lettera introduttiva

Cari amici ed amiche, questa foto trasmette la speranza e insieme il timore che sono sul volto e nel cuore di tanti nostri fratelli che arrivano sulle nostre coste o che scendono dai pullman o dai camion e che in qualsiasi modo cercano, qui in Europa la salvezza dalla guerra, dall’oppressione, dalla discriminazione, una nuova possibilità di vita o semplicemente una vita migliore per sé e per la propria famiglia.

Nell’affrontare il tema delle migrazioni e nel riflettere su quale è il nostro compito in questo momento così difficile vogliamo partire da loro. Non  conosciamo quasi mai il loro nome, né di chi arriva né delle migliaia che sono morti nell’attraversare il Mediterraneo; usiamo nomi collettivi: migranti o peggio clandestini. Possiamo però facilmente capire quanto dolore, quanto coraggio, quanta speranza è racchiusa nelle loro storie. Basta solo osservarne il volto con amore e umana partecipazione.

Piccoli flash illuminano a volte la notte dell’indifferenza, un bambino disteso sulla sabbia per cui oramai possiamo solo piangere, un altro che porta cucita e protetta dall’acqua una pagella che pensa possa essere un valido passaporto, ma che non è riuscita a salvarlo, una donna o un ragazzo che raccontano il loro calvario nelle prigioni libiche.

Ma presto torna il buio e anche all’orrore piano piano ci si abitua, anzi forse cominciamo a pensare che in fondo è colpa loro: non li conoscono i pericoli? e che partono a fare che qui non abbiamo lavoro neanche per noi? non possiamo accogliere tutti… e via dicendo.

Eppure :

– dobbiamo capire che le cause profonde di questo migrare sono nell’economia predatoria che da troppo tempo toglie risorse e speranze e crea guerra ed oppressione, nel nostro modello di sviluppo che per crescere ha bisogno di trasformare milioni di persone in consumatori-produttori a basso reddito;

– dobbiamo pensare “…che nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra…..” come scrive la poetessa  keniota Warsan Shire.

Noi non ci rassegniamo all’orrore e vogliamo insieme confrontarci come uomini e donne, come cittadini, come cristiani.

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